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Diritto Naturale di bimbe e bimbi: da PitturaNatura li rispettiamo!

Diritto Naturale di bimbe e bimbi: da PitturaNatura li rispettiamo!

“Mi piace giocare, disegnare, raccontare e ascoltare storie, fare e vedere uno spettacolo di burattini. Insomma mi piace il mondo dei bambini e delle bambine… anche perché credo sia importante che in noi resti vivo una parte di bambino. E per 16 anni ho giocato con i bambini dai 3 ai 6 anni.
Per questo più di 15 anni fa ho scritto il “Manifesto dei diritti naturali di bimbe e bimbi”. Lavorando prima come maestro e poi come dirigente scolastico mi sono accorto che quasi tutti i bimbi e le bimbe d’Europa o delle famiglie ricche del Sud del Mondo hanno riconosciuti i diritti stabiliti dalla Carta Internazionale dei diritti dell’Infanzia (istruzione, salute, gioco…). Ma agli stessi sono pressoché negati quelli che io definisco “diritti naturali”.

Questo manifesto è rivolto ai grandi, anche perché i piccoli lo capiscono al volo. Un po’ come diceva il Piccolo Principe


“…..ai grandi bisogna sempre spiegare tutto quello che i bambini capiscono subito”. cit
  1. DIRITTO ALL’OZIO
    a vivere momenti di tempo non programmato dagli adulti.
    2.  DIRITTO A SPORCARSI
    a giocare con la sabbia, la terra, l’erba, le foglie, l’acqua, i sassi, i rametti
    3. DIRITTO AGLI ODORI
    a percepire il gusto degli odori, riconoscere i profumi offerti dalla natura

4. DIRITTO AL DIALOGO
ad ascoltatore e poter prendere la parola, interloquire e dialogare

5. DIRITTO ALL’ USO DELLE MANI
a piantare chiodi, segare e raspare legni, scartavetrare,
incollare, plasmare la creta, legare corde,accendere un fuoco

6. DIRITTO AD UN BUON INIZIO
a mangiare cibi sani fin dalla nascita, bere acqua pulita e respirare aria pura
7. DIRITTO ALLA STRADA
a giocare in piazza liberamente, a camminare per le strade
8. DIRITTO AL SELVAGGIO
a costruire un rifugio-gioco nei boschetti,
ad avere canneti in cui nascondersi, alberi su cui arrampicarsi
9.  DIRITTO AL SILENZIO
ad ascoltare il soffio del vento, il canto degli uccelli, il gorgogliare dell’acqua
10. DIRITTO ALLE SFUMATURE
a vedere il sorgere del sole e il suo tramonto, ad ammirare, nella notte, la luna e le stelle


Oggi parleremo del DIRITTO ALL’OZIO

Siamo in un momento della storia umana in cui tutto è programmato, curriculato, informatizzato. I bambini hanno praticamente la settimana programmata dalle loro famiglie o dalla scuola. Non c’è spazio per l’imprevisto. Non c’è, da parte dei bambini e delle bambine, la possibilità di qualcosa di autogestito, di giocare da soli. C’è bisogno di un tempo in cui i bambini siano soli, in cui imparino a “vivere il sistema delle regole”, imparando da soli a gestire i piccoli conflitti. E questo senza la presenza eccessiva degli adulti. È solo così che si diventa adulti sani. (G.Zavalloni)


Cosa significa il Diritto all’ozio?

Significa il diritto a non fare nulla! Che ai genitori di oggi pare una bestemmia, perché ci ricorda il tanto temuto aggettivo “fa-nullo-ne”! “E invece i bambini devono potersi anche annoiare. La NOIA è il luogo in cui si CREA. Nella noia si inventano i giochi, che non sono come quelli regalati al compleanno o a Natale, che il bambino butta là in un angolo dopo pochi minuti dall’apertura e che non gli risuonano dentro: e volete mettere un gioco che si inventano loro a uno già confezionato che devono semplicemente usare?” cit. Umberto Galimberti

Come si rispetta il Diritto all’ozio da PitturaNatura?

Da PitturaNatura si segue quello che i bambini hanno voglia e amano fare: per esempio tutti i bambini sono felici di andare nel bosco a passeggiare, specialmente con Magic, la nostra mascotte a quattro zampe! Il bosco è magia, è silenzio, è bellezza. E i bambini si sentono a casa perché quella è la loro vera casa, dove tutti sono benvenuti in egual misura: e loro lo sanno.

“I nostri figli non imparano più a leggere il grande Libro della Natura dalla loro esperienza diretta, né a interagire in maniera creativa con le trasformazioni stagionali del nostro pianeta. Imparano raramente da dove proviene o dove va a finire l’acqua.” Wendell Berry

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